Otranto
Otranto rappresenta l’estremo punto orientale della penisola e dista solo 70 km da Valona. Nelle fresche giornate di tramontana, o alla prime luci dell’alba, è possibile ammirare le vette Balcaniche o le isole Greche tra cui Seseno.
Storia
Le origini di Otranto sono antichissime. Gli scavi effettuati hanno rilevato resti dell’età del Bronzo. A pochi km a sud della città è presente una delle testimonianze più interessanti d’Europa di grotte neolitiche con pittogrammi: si tratta di Grotta dei Cervi a Porto Badisco. Negli anni ’70 fu scoperta da un gruppo di speleologi locali che erano riusciti ad addentrarsi in profondità della grotta. I pittogrammi realizzata in ocra riprendono scene di caccia e legate al culto delle divinità tanto da farlo ritenere un vero e proprio santuario di età preistorica.
Ma la presenza umana in Otranto diventa più significativa in età Messapica allorquando veniva utilizzato il suo porto per i vivaci scambi tra i centri dell’entroterra e le città greche. In epoca Romana Otranto diventerà Municipio e batterà moneta.
Otranto vivrà un periodo particolarmente florido ai tempi della seconda dominazione Bizantina. La città infatti per la sua posizione geografica era divenuta il riferimento di Bisanzio per i possedimenti nella penisola ed il ponte naturale che unisce Oriente ed Occidente.
In questo periodo rifioriscono i commerci ma soprattutto le arti e le lettere grazie alle attività del Monastero di San Nicola di Casole gestito da monaci Basiliani di rito greco, che assumerà un ruolo di primo piano nello studio delle lettere greche e latine nonché per la copiatura di testi. Nel monastero era presente una biblioteca ricchissima di volumi che oggi in minima parte si può ammirare in alcuni musei Italiani ed Europei grazia alla ”razzìa” fatta dal Cardinale Bessarione alcuni anni prima della distruzione operata dai turchi nel 1480.
Con la caduta di Bisanzio ad opera di Maometto II, Otranto diviene improvvisamente periferia. Ad acuire ulteriormente la decadenza ci fu l’assedio posto il 28 luglio 1480 dai Turchi su ordine del sultano Maometto II che prendendo Otranto celava il segreto sogno di prendere l’Italia ed il Vaticano. Dopo due settimane di assedio Achmet Pascià, il sanguinario comandante delle truppe entra a Otranto uccidendo senza pietà anche i cittadini inermi. Il 14 agosto il condottiero turco non pago del sangue fatto versare fece portare 800 cittadini sul colle della Minerva chiedendo l’apostasia e l’abbraccio dei dettami del profeta Maometto per evitare lo sgozzamento. Antonio Primaldo a nome degli 800 espresse il rifiuto e di rinunciare alla vita piuttosto che alla fede cattolica. Gli ottocento furono decapitati.
La gloriosa storia di Otranto pare essersi fermata proprio a quel 14 agosto 1480. La città difatti sarà sostituita come guida del territorio salentino da Lecce.
Cosa vedere
La Cattedrale della città è interessantissima opera di architettura Romanica con all’interno un mosaico monumentale realizzato da un monaco del vicino Monastero di San Nicola di Casole. Nella cripta di sinistra sono presenti tre cassettoni con all’interno i resti dei martiri. Il mosaico riprende un albero della vita con alla base due elefanti che sorreggono il tutto e si viene a sviluppare per tutta la navata centrale della Cattedrale.
Interessante è anche la cripta di San Pietro che è una delle opere bizantine più interessanti dell’Italia meridionale. La pianta è a croce greca ed all’interno ha pareti affrescate risalenti all’VIII secolo in parte ben conservati.
Il borgo cittadino è molto ben conservato tanto da venire menzionati tra i 100 più suggestivi d’Italia. Percorrendolo non è difficile giungere al Castello della città costruito su resti di epoca antecedente dal Duca Alfonso d’Aragona una liberata la città dai turchi. Nel Castello ha trovato ambientazione il suo romanzo “Il Castello di Otranto” dell’inglese sir. Horace Walpole ritenuto il primo romanzo gotico della letteratura.
Anche le cittadini limitrofe offrono molti spunti di interesse. In particolare Giurdignano è ritenuto il giardino megalitico d’Europa per le numerose testimonianze di Menhir e dolmen presenti.
La ripresa grazie al turismo
Otranto sta conoscendo una nuova vita grazie allo sviluppo turistico degli ultimi decenni. Il richiamo lo fanno la storia, le tradizioni, ma soprattutto le bellezze artistiche e quelle naturali fatte di scogliere e spiagge bellissime ed un mare con acque cristalline.
Sono nati negli ultimi anni
hotel, villaggi, nonché
bed and breakfast e campeggi che offrono servizi di qualità anche per il turista più esigente.